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Le origini dei terranova ~ Pagina 5

Si misurano al centimetro la lunghezza delle orecchie, si controlla quasi con goniometro al decimo di grado l’inclinazione degli assi cranio-nasali, si cerca il cane più grande, senza sapere che il cane tanto apprezzato, in realtà, alla vista dei padroni in acqua, se liberato, se ne andrà a fare una passeggiata sulla riva.

Troppe volte si vedono "esperti" guardare il cane, soppesarlo, "misurarlo" e poi giudicarlo solamente esteriormente. Si valuta troppe volte solamente l’aspetto esteriore senza guardare non solo il carattere ma addirittura quell’istinto al salvataggio per cui lo standard F.C.I. fa definire il Terranova "..grande cane da tiro e d’acqua, che possiede l’istinto del salvataggio, e compagno devoto.." e quello americano che dice: ".. possiede naturali doti per il salvataggio" inscindibile caratteristica che priverebbe il cane di gran parte del suo valore.

Cerchiamo, con il nostro lavoro, di diffondere la razza di far apprezzare un cane per quello che vale. Non solamente un giocattolo di peluche con cui farsi belli con gli amici da mostrare orgogliosi e con l’aiuto del quale riempire di coppe vinte ad esposizioni di bellezza lo scaffale della libreria. Il Cane di Terranova è un compagno devoto, che darebbe la propria vita per noi. E’ capace di tirarci a riva nuotando per mezz’ora e più, insensibile al freddo, insensibile al proprio istinto alla sopravvivenza. Non dobbiamo tradirlo. Facciamo di lui un compagno d’acqua. Vivrà con noi, felice di seguirci ovunque. Non lasciamolo in casa. L’esperienza diretta di istruttori che hanno portato il loro Terranova perfino a Marrakech, in Marocco, ci rammenta che in un viaggio impegnativo come può essere quello i veri problemi sono stati ben altri.

 




realizzato da Sara Trentini ©